Domenica, 15 Maggio 2011 15:56

mbrianna

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Mbrianna è il nome dialettale con il quale i nativi chiamano Miranda. Per  effetto di un noto fenomeno di assimilazione presente in tutto il meridione d'Italia che porta <nd> in <nn>, lo stesso nome diventa prima miranna e poi, a causa dell'influsso metafonetico — una sorta di propagazione a distanza delle caratteristiche vocaliche — di <i> che precede sulla <a> tonica, mirianna. Il passaggio seguente contempla l'ammutimento della prima <i> che viene pertanto trasformata in vocale indistinta (il cosiddetto schwa, che indichiamo con <ë>), dando luogo a mërianna. mbrianna_phonetic

La successiva caduta della vocale indistinta porta alla formazione di mrianna. In latino però, che è la lingua in cui supponiamo queste trasformazioni avvengano, la sequenza consonantica <mr> non è ammessa, non esiste cioè nella lingua di Roma nessuna parola che preveda tale accostamento di consonanti (a parte l'eventuale presenza di qualche vocabolo preso in prestito da altre lingue). Il sistema linguistico allora, invece di accettare supinamente questa novità, si difende eliminando la sequenza anomala e per farlo inserisce (epentesi) una consonante che agevoli il passaggio da un suono all'altro, in questo caso una <b>, producendo la forma finale mbrianna.

Si osservi che con analoghe trasformazioni si sono prodotti nel nostro dialetto cambra da camera, tiumbrë da tomolo, vembra da vomere. Nel dialetto napoletano segnalo la formazione di bella mbriana, una specie di fata benefica angelo custode probabilmente derivata da una «Bella Miriana».

Per quanto riguarda l'etimologia del nome vedi l'articolo Sul nome Miranda

Domenica, 10 Ottobre 2010 00:00

Sul nome Miranda

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È nell'opinione di molti che il nome Miranda (attestato dal 1150-68) debba riportarsi alla bellezza del luogo e al panorama che vi si gode, derivando una tale convinzione dal gerundio latino mirandus che vale «meraviglioso, degno di meraviglia, sorprendente». È probabilmente per questo motivo che anche G.B. Masciotta trattando di Miranda annota in apertura: «La deficenza delle nostre cognizioni filologiche non ci hanno messo in grado di escogitare una qualsiasi sopportabile derivazione etimale del nome di questo Comune; e la difficoltà ci è parsa tanto più insuperabile dato lo spiacevole contrapposto fra il nome e la cosa. Con ciò — s'intende — bene non intendiamo menomamente sminuire quanto l'abitato può avere di attraenza per la sua elevata postura e per panorama su cui spazia.» (Il Molise dalle origini ai giorni nostri, vol. III, Il Circondario d'Isernia, Cava dei Tirreni, Arti Grafiche De Mauro, 1952, p. 351 scaricabile qui)