Domenica, 10 Ottobre 2010 02:00

Sul nome Miranda

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È nell'opinione di molti che il nome Miranda (attestato dal 1150-68) debba riportarsi alla bellezza del luogo e al panorama che vi si gode, derivando una tale convinzione dal gerundio latino mirandus che vale «meraviglioso, degno di meraviglia, sorprendente». È probabilmente per questo motivo che anche G.B. Masciotta trattando di Miranda annota in apertura: «La deficenza delle nostre cognizioni filologiche non ci hanno messo in grado di escogitare una qualsiasi sopportabile derivazione etimale del nome di questo Comune; e la difficoltà ci è parsa tanto più insuperabile dato lo spiacevole contrapposto fra il nome e la cosa. Con ciò — s'intende — bene non intendiamo menomamente sminuire quanto l'abitato può avere di attraenza per la sua elevata postura e per panorama su cui spazia.» (Il Molise dalle origini ai giorni nostri, vol. III, Il Circondario d'Isernia, Cava dei Tirreni, Arti Grafiche De Mauro, 1952, p. 351 scaricabile qui)

Vero è, però, che anche nel Lexicon Totius Latinitatis di Forcellini, il gerundio mirandus passa approssimativamente con tale significato, né vi compare un lemma specifico per il femminile miranda..

Già il Dei, alla voce miranda spiega: belvedere, usato come elemento toponomastico, rimandando al latino tardo mīranda, specola. E anche nello spagnolo mīrānda vale luogo elevato. (Carlo Battisti - Giovanni alessio, Dizionario Etimologico Italiano, Firenze, G. Barbera, 1975, alla voce)

Pellegrini prendendo in esame l'elemento latino che ha dato origine alla toponomastica elenca sotto la voce del basso latino miranda, equivalente a 'specola', i centri di Miranda (Val di Cècina), Miràndola (Vicchio FI), Miràndola (Strada Greve FI), Miràndola (Modena), Miràndola (Lazise VR). (Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia. Milano, Hiepli Editore, 1990, p. 191)

Così pure Antonio Polloni (Toponomastica romagnola. Firenze, L.S. Olschki, 1966), che rimarca il significato di 'osservatorio' che miranda ha nello spagnolo, mentre per mirandula ricava una 'piccola specola', analogamente a quanto fanno Giulio Amadio (Toponomastica dell'Emilia, vol. VIII, Napoli, Edizioni L'approdo del Sud, 1958) trattando di Mirandola e Giovanni Alessio della Calabria (Giovanni Alessio, Toponomastica calabrese. Firenze, L.S. Olschki, 1935)

E altre località italiane con la stessa radice e lo stesso significato trovano posto in questo elenco: Miranda in provincia di Terni, Mira in provincia di Venezia e certamente anche qualcuno dei vari Mirabello e Mirabella, non ultimo il nostro Mirabello Sannitico. (cfr. anche Nomi d'Italia, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004)

Nel Glossario secentesco di Du Cange alla voce miranda si legge: «Locus tecto columnis fulto coopertus, et a quo undequaque mirari seu videri potest.» Miranda è dunque un osservatorio, una specola, un luogo coperto con un tetto sostenuto da colonne dal quale si può osservare o guardare per ogni dove. (Du Cange, Glossarium mediae et infimae latinitatis, Niort, L. Favre  Imprimeur-Éditeur, 1885).

Letto 1328 volte Ultima modifica il Martedì, 12 Agosto 2014 10:42

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