Il cammino di ronda

Scritto da Giovanni Pallotta il .

 Il cammino di ronda di Miranda, sull’estrema propaggine sud del borgo nel rione Torrone — memoria di un torrione di cui si ignora l’ubicazione ma verosimilmente posto all’estremità delle mura —, si compone di due tratti distinti A e B, posti l’uno in continuazione dell’altro per circa 100 metri, a controllo di un ampio tratto di strada, in antico unica via di accesso all’abitato, da una posizione riparata e di vantaggio.

La nascita di nuove abitazioni e l’inserzione di rampe di accesso hanno interrotto la continuità del tracciato, rendendo meno evidente la presenza e la funzione delle ultime mura cittadine, peraltro di difficile datazione.

Il primo tratto superstite A, interamente coperto, è lungo 15 metri con due grandi aperture a lunetta che guardano sulla strada. L’accesso dalla rampa in via Assunta è in corrispondenza del civico 40 con uscita nel vicolo per via Portanova.

Il secondo tratto B (quello nel tour virtuale), 40 metri più in basso, si allunga per 42 metri in leggera pendenza fra la via Assunta e la via Portanova, quasi una prosecuzione di questa a un livello più basso, fin quasi sopra la cappella di san Rocco. Il percorso, per buona parte al coperto, è di grande suggestione, fra muri scrostati, travature di legno, porte vissute. Nella muratura originale si aprono quattro grandi finestre a lunetta, del medesimo stile di quelle già viste nel primo tratto, la prima delle quali parzialmente ostruita. Le aperture offrono ritagli di panorama sul costone di fronte e sull’abitato, lasciando che la luce riscaldi piacevolmente l’interno. Di una quinta finestra sono visibili le tracce richiuse ed è possibile che il percorso originario non andasse oltre tali aperture. Nel dialetto mirandese il camminamento è noto come Gli archë Ru ngianchë, ossia gli archi dei Ru ngianchë, una famiglia di cognome Tortola che tuttora possiede parte dei fabbricati che insistono sul tracciato.

 
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