Lunedì, 11 Ottobre 2010 00:52

Una storia di Miranda

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storia_mirandaUna bella storia di Miranda dal Duecento al Novecento si trova manoscritta e molto finemente istoriata in casa del professore Antonio Fusco. La cornice d'uno scuro sobrio e severo con intarsi dorati, da tempo minata dai tarli, cede ogni tanto qualche frammento e con quello un po' del suo pregio. È possibile che a scriverla, come sembra potersi desumere dalla chiusa del documento, sia stato il cav. Ernesto Franceschelli o altra persona a lui vicina, all'epoca del suo sindacato, una volta riscattati i beni della duchessa De Medici di Miranda e averli assicurati per il futuro alla comunità.

I terreni coltivi furono censiti ai vecchi contadini a fronte di un canone modesto, mentre «la parte incolta e boscosa, con atto del Notar Mancini del 14 settembre 1898, fu data in Enfiteusi a 60 proprietari mirandesi, i quali assunsero l'obbligo di pagare l'annuo canone di £. 650,00, col diritto però dell'affranco in 10 anni». Contestualmente con altro atto notarile dello stesso giorno i 60 proprietari donarono i terreni così acquisiti al Comune di Miranda, stimando l'interesse collettivo superiore a quello privato.

Di seguito, la trascrizione del documento.

 

Miranda, terra del Contado di Molise compresa nella Diocesi di Isernia, è situata in luogo muontuoso verso mezzogiorno a tre miglia da Isernia. L'aria che vi si respira è pura, ma rigida e molto dominata da venti. Il suo territorio è fertile in grano, granone, olio e vino: i suoi naturali, oltre l'agricoltura, esercitano la pastorizia facendo industria di animali, di formaggi e di mele. Non manca, secondo le stagioni, la carne.
La tassa del 1532 fu di fuochi 91, quella del 1545 di 104, quella del 1561 di 120, quella del 1595 di 137, quella del 1648 di 147, quella del 1649 di 170. Presentemente sono 450 fuochi e 2020 abitanti.
Nell'anno 1269 Miranda fu donata dal Re Carlo 1° al Cav. Giovanni Contigio di Grassa, dopo la vittoria di Corradino, rappresentato per Cozzolino della Marra. Nell'anno 1321 Miranda era posseduta da Tommaso figliuolo di Andrea di Isernia. Nel tenimento di Miranda vi è il feudo Petrara e nel 1455 Re Alfonso ne investì Giovanni di somma figlio di "Nicolai Manicius Petri, egregii militis" con i casali inabitati di Pericoli e di Usciano. Gli fu successore il figlio Troiano, Capitano di cavalli, e in quell'epoca appunto, 1493, fu edificata la chiesa. Morto senza figliuoli gli successe nel 1525 silvia sua nipote, Contessa di Cloziani, moglie di Nicolò di Bagni. Nel 1528, per la ribellione di Silvia di Somma, il Principe d'Oranges la diede a Luigi Scriviano. Nel 1542 fu venduta con i detti usi a Cola Maria di Somma, zio cugino di Silvia, per ducati novemila e, nel 1585, sotto il suo dominio fu costruita la fonte col serbatoio che esiste tuttora. Gli fu successore Vincenzo suo primogenito che generò Giovanni Battista, il quale nel 1601 ottenne il titolo di Duca su detta terra.
Morto anch'egli senza figli, successe,come secondo Duca, Pietro Antonio Crispano suo nipote, figlio di Giovanna, sua sorella. Ne furono poscia Signori Marcello Crispano, suo fratello, ed il Duca D. Ferrante figlio, e poscia Vincenzo Crispano il quale vendette, ed al 4 Giugno 1665 fu prestato il Regio assenso alla vendita fatta della medesima terra e suo casale, con le giurisdizioni, a beneficio di Francesco Caracciolo. Questi con istrumento del 1688, per Notar Giovanni Antonio de Blasio di Napoli, cedette e rinunziò a benefizio di Giulio Cesare Caracciolo, Cavaliere dell'abito di Alcantara, suo unico figliuolo, prossimo ed immediato successore, la terra di Miranda col titolo ed onore di Ducato. Morto ai 4 Luglio 1704, la stessa terra passò al figliuolo Francesco che mancato poscia ai vivi al 1° Agosto 1752 (Parrocchia S. Anna di Palazzo a Napoli) con Decreto preambulo di Vicaria dal 1° successivo dicembre, gli successe la figliuola Marianna Caracciolo Principessa di Avellino. Morta costei al 5 Giugno 1785 (Parrocchia di S. Liborio a Napoli) con nuovo Decreto preambulo di Vicaria del 7 giugno detto ne fu dichiarata erede nei Feudali l'unica sua figlia Maria Gaetana Caracciolo, la quale sposò il Duca Onorato Gaetani dell'Aquila di Aragona dei Principi di Piedimonte. Dal suddetto matrimonio nacque e fu unica erede superstite Marianna Gaetani Caracciolo, la quale per testamento 6 Settembre 1806, Notar Massa di napoli, divenne proprietaria dei beni di Miranda. Marianna Gaetana Caracciolo sposò il Principe di Ottaiano Giuseppe de Medici, però morta il 15 Settembre 1850 senza testamento, fatta la divisione fra gli eredi con istrumento 25 marzo 1876, Notar Martinez di Napoli, i beni di Miranda furono attribuiti al Duca di Miranda e Principe di Ottaiano suo primogenito Michele de Medici, il quale, cessato di vivere nel 28 febbraio 1878, ebbe per successore suo figlio Giuseppe de Medici Principe di Ottaiano e Duca di Miranda: però con istrumento del 20 aprile 1884 la proprietà di Miranda rimase indivisa fra le sorelle Angelica, moglie del Conte Alfredo Correale, e Maria, vedova del Marchese Giovanni Santasilia. Morto Giuseppe de Medici il 20 aprile 1894 senza testamento, la sua eredità fu devoluta in parti uguali alle germane Contessa Correale Angelica de Medici e Marchesa Santasilia Maria de Medici e alla moglie Evelina Gallone dei Principi di Moliterno. Con istrumento del ... 1896, Notar Sanseverino di Napoli, la quota dei beni di Miranda, che poteva spettare alla Principessa Vedova, fu ceduta in transazione alle dette due sorelle del Principe, che al presente sono divenute eredi in parti uguali del Feudo di Miranda.
Il titolo di Duca di Miranda che per legge araldica spettava alla Contessa Angelica de Medici è stato donato alla nipote Teresa Santasilia figlia della Marchesa Maria de Medici, che ha sposato il Cavaliere Alessandro Capece Minutolo dei Marchesi di Bugnano.
Del Feudo poi, per magnanimità delle germane De Medici e su proposta dell'Eccellentissimo Duca Cav. Alessandro Capece Minutolo, la parte coltivatoria fu censita ai vecchi coltivatori, per un canone di lieve importanza, e la parte incolta e boscosa, con atto del Notar Mancini del 14 settembre 1898, fu data in enfiteusi a 60 proprietari mirandesi, i quali assunsero l'obbligo di pagare l'annuo canone di £. 650,00, col diritto però dell'affranco in 10 anni. Con altro atto del 14 Settembre dello stesso anno 1898, del medesimo Notar Mancini, i 60 proprietari, animati da generosi sentimenti ed incoraggiati dal Sindaco Cav. Ernesto Franceschelli, ne fecero donazione al Comune di Miranda, che possiede ora il Feudo con gioia immensa e con immenso vantaggio dell'intera cittadinanza.

Letto 2807 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Maggio 2019 17:38

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